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Il Marketing previdenziale ha un solo scopo: percorrere insieme al cliente la via, senza ritorno, che porta alla integrazione previdenziale.
La decisione del cliente diventa improrogabile e irrinunciabile.
È vero, oggi tutti sanno che le pensioni saranno più povere, che bisogna provvedere in proprio, che lo Stato non è più in grado… ecc.
In una situazione di “mal comune mezzo gaudio” è difficile che il singolo si muova se non gli si offre la possibilità di capire le reali prestazioni della propria previdenza obbligatoria.
Le schede previdenziali vi presentano tanti spunti su cui riflettere insieme al cliente.
L’elenco delle categorie professionali è stato distinto nelle quattro macro aree che seguono ed è consultabile dal menù di destra.

Secondo il sistema di calcolo retributivo la pensione viene calcolata applicando una aliquota percentuale, decrescente per scaglioni di reddito (es. 2%, 1,6%, 1,3%), alla Retribuzione Media Pensionabile per ogni anno di contributi maturati all’età pensionabile.
La formula base per il calcolo:

Retribuzione Media Pensionabile X aliquota percentuale X anni di contributi all’età pensionabile

La Retribuzione Media Pensionabile viene calcolata come media dei redditi rivalutati percepiti in un arco di tempo predefinito detto “periodo di riferimento”.
Per alcune categorie (lavoratori dipendenti), per effetto della Riforma Amato, la Retribuzione Media Pensionabile viene calcolata per due diversi periodi di riferimento: anni pre ’93 e anni post ‘92 dando origine a due quote di pensione – quota A e quota B.
I calcoli nelle schede “Tabelle e Grafici” considerano una RMP pari all’ultima retribuzione/reddito in quanto:

  • gli iscritti con più di 15 anni di contributi pre ’93 sono ormai molto pochi e per giunta prossimi alla pensione, diventa quindi quasi inutile calcolare la RMP pre ’93 che comunque, per le ragioni dei due punti successivi non si discosta dal reddito attuale.
  • le retribuzioni (o redditi) pensionabili pre ’93 (quota “A” della pensione) vengono rivalutate in base all’indice del costo della vita calcolato ai fini della scala mobile delle retribuzioni dei lavoratori dell’industria il cui andamento è molto simile a quello delle retribuzioni degli insegnanti(1) (nei primi 15 anni di lavoro) che rappresentano una categoria dallo status professionale medio se rapportato al PIL procapite.
  • le retribuzioni (o i redditi) pensionabili post ’92 (quota “B” della pensione) vengono rivalutate in base all’indice dei prezzi al consumo per operai e impiegati aumentato di 1 punto percentuale per ogni anno solare; ma l’andamento di detta rivalutazione, supera l’andamento delle stesse retribuzioni iniziali e di metà carriera degli insegnanti tenendo presente che le retribuzioni di fine carriera hanno un andamento più basso.

Pertanto, per le ragioni sopra descritte, è corretto fare i calcoli delle pensioni basandoli sulle retribuzioni (o i redditi) ad oggi (senza alcun abbattimento) visto che gli indici di rivalutazione riportano ai valori degli anni successivi.
(1) Fonte SISTAN, sistema statistico nazionale 1993 – 2001.

Secondo il sistema di calcolo contributivo la pensione viene calcolata applicando un Coefficiente di Trasformazione, relativo all’età (CT), al montante dei contributi, – maturati e rivalutati – durante tutto il periodo di iscrizione alla specifica cassa di previdenza.
La formula base per il calcolo:

PENSIONE = N x CC x RO x CT


Pensione di
Vecchiaia
Pensione di
Invalidità
Pensione di
Inabilità
Pensione ai
Superstiti
N
(numero anni di contributi)
All'età
pensionabile
Ad oggi Che si sarebbero maturati
fino a 60 anni
Ad oggi
CC
(coefficiente di computo dei contributi)
Vedere nelle schede la percentuale indicata.
es: 33% (0,33) per i lavoratori dipendenti, 24% (0,24) per artigiani e commercianti, ecc.
RO
(reddito o retribuzione ad oggi)
Considerato solo fino al massimale retributivo di euro 119.650,00 (2024).
La parte di retribuzione superiore a questo importo non viene considerata ai fini pensionistici.
CT
(cofficente di trasformazione relativo all’età)
Vedere nelle schede la tabella dei coefficienti. Per le pensioni di invalidità o superstiti utilizzare il coefficiente minimo
(es: 0,04270 per età 57) se l’età è inferiore a quella indicata in tabella.
I calcoli nelle schede “Tabelle e Grafici” considerano una RMP pari all’ultima retribuzione/reddito in quanto: i contributi annui vengono rivalutati, su base composta, al tasso annuo di capitalizzazione dato dalla variazione media quinquennale del prodotto interno lordo (PIL) nominale (= PIL reale + inflazione) calcolato dall’ISTAT e poiché detta rivalutazione riallinea il valore dei contributi precedenti al valore di quelli attuali (1) è corretto calcolare le pensioni sulla retribuzione attuale senza alcun abbattimento in relazione agli anni passati o futuri. Qualora si desiderasse comunque calcolare la pensione rivalutata, utilizzare la formula a fine pagina (*) (1) La dinamica del PIL nominale dell’ultimo decennio risulta superiore alla dinamica delle retribuzioni nominali come risulta da nostre elaborazioni su dati ISTAT QUANDO SI APPLICA IL SISTEMA DI CALCOLO CONTRIBUTIVO RISPETTO A QUELLO RETRIBUTIVO? Dipende dagli anni di contributi pre ’96. Infatti per coloro che possiedono 18 anni di contributi al 31/12/96, viene applicato il sistema retributivo anche per le annualità successive, mentre per coloro che hanno meno di 18 anni di contributi al 31/12/96, il sistema retributivo viene applicato solo a quegli anni e per gli anni di contributi successivi, viene utilizzato il sistema contributivo. Con la riforma Monti/Fornero dal 2012 si passa al sistema contributivo per tutti (cioè anche per coloro che precedentemente appartenevano al sistema retributivo), attraverso il criterio pro rata, questo significa che il sistema riguarderà soltanto le anzianità successive al 01/01/2012.
Numero anni pre '96
Sistema da applicare

≥18

ex retributivo

Retributivo (Amato) pre 2012
RContributivo post 2011
0
Contributivo (DINI)
<18
Misto
Retributivo per gli anni pre'96
Contributivo per gli anni post '95